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Tra il regno di Akkad e quello
dell’Urartu-Arameo, nell’884 a.C., fiorisce la civiltà assira, che
tramonterà verso il 609 a.C.. Tale cultura, basata sull’imperialismo, sulla
conquista e sulle arti belliche, troverà il suo fondatore in Assurnasirpal
II e vivrà il suo splendore dal 722 a.C. al 627 a.C., sotto diversi re:
Sargon II, Sennacherib, Asarhaddon, Assurbanipal. Questi contribuiranno alla
formazione dell’impero assiro, comprendente: Fenicia, Egitto, Israele, regno
di Akkad, Aramei, paese del mare e regno di Babilonia. L’Elam e la Caldea
manterranno la loro indipendenza, quest’ultima, in particolare, grazie al re
Merodach Baladan.
L’Assiria effettuerà una serie di scorrerie nell'altopiani iranico ed avrà
una sorta di protettorato nei confronti di Babilonia, considerato luogo
sacro e patria degli dei. Alcuni re assiri si proclamarono anche re di
Babilonia, assumendo due nomi, uno come re di Assiria ed uno come sovrano
babilonese. Tutto questo durò fino al 626 a.C., quando Nabopalassar, padre
di Nabucodonosor, con l’aiuto di Medi, Elamiti, Aramei e Caldei conquistò
l’Assiria. Egli riuscì ad unificare le tribù caldee e si alleò con i diversi
popoli limitrofi. Nel 614 a.C. prese Assur, mentre nel 612 a.C. il re medio
Ciassarre prese Ninive: l’Assiria divenne possedimento della Media.
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